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Sport kits per i bambini di strada della Casa del Sorriso di Harare (Zimbabwe)


La Casa del Sorriso di Harare in Zimbabwe lavora con bambini vulnerabili e orfani che vivono nelle strade della capitale. Si tratta di bambini traumatizzati dall’esperienza di vita che hanno dovuto affrontare, la maggior parte dei quali sono scappati di casa perché vittime di abusi. L’80% delle ragazze di strada in Harare riportano di essere state vittime di violenza ancor prima di decidere di scappare nelle strade per questo è molto importante il supporto psicosociale che viene offerto loro nella Casa. Anche lo sport è uno strumento utilizzato per questo tipo di aiuto psicosociale e counseling.

 

Le attività sportive sono fonte di grande interesse per i bambini e li attraggono a venire alla Casa del Sorriso, nella quale poi avranno accesso a vari altri servizi quali cibo, cure mediche e igiene, educazione, assistenza sociale, attività artistiche e ricreative, guida e opportunità per esser riunificati alla propria famiglia o per costruirsi un futuro affittando una stanza e iniziando un proprio business. Per questo e’ importante trovare modalità che portano i bambini a voler partecipare alle attività della Casa. Gli sport includono calcio per i bambini, netball e pallavolo per le bambine.

 

Grazie al contributo ricevuto dall’iniziativa La Tribù che Corre,il Cesvi ha potuto acquistare nuovi kit sportivi (uniformi, scarpe, palloni) per le tre squadre di pallavolo, netball e calcio. Le uniformi sono state acquistate da una ditta della provincia di Harare, incentivando cosi l’economia locale. La ditta, che si è occupata anche del design, ha prodotto uniformi di buona qualità e sono state quindi molto apprezzate dai bambini.
               

Con la presenza di nuovi kit sportivi, i bambini e bambine erano entusiasti di potere far parte della squadra e indossare le nuove uniformi, cosi ciò li ha incentivati ad iscriversi e partecipare ad allenamenti e partite con regolarità.

 

Nel 2011, da marzo a giugno la squadra di calcio ha giocato 6 partite contro altri team e 32 giornate di allenamento. La squadra di netball ha giocato 3 partite e 32 giornate di allenamento. La squadra di pallavolo ha partecipato a 24 giornate di allenamento e sarà presto pronta per affrontare partite contro altri team. Ogni allenamento o partita è stato organizzato con un tema per la giornata, ad esempio “lo sport contro l’HIV/AIDS” o “lo sport contro l’abuso di alcool e altre sostanze” in cui i ragazzi hanno ricevuto momenti di educazione a questi temi.

 

Testimonianze_1La squadra di calcio e’ composta da 15 bambini, quella di netball da 15 bambine e di pallavolo da 10 bambine. La maggior parte di coloro che hanno partecipato a queste attività sportive hanno lasciato la strada per iscriversi a scuola assieme ad altri compagni di squadra o hanno accettato di ritornare a vivere con i propri genitori o altri parenti. Leo Moyo è stato riunito con I suoi genitori che vivono a Chegutu, un villaggio a 110 km sud-ovest di Harare. Tatenda Zhuwao, Anyway Matema, Brian Chihota and Innocent Gwiriri si sono iscritti a istituti tecnici. Betty Chirango, Alice Muungani, Privilege e Melody Munenge si sono iscritte a scuola. Thandiwe Marufu è andata a vivere con la nonna in Chishawasha, un piccolo villaggio 25 km a est di Harare e si è iscritta alla scuola elementare del villaggio. Nomusa Khumalo è stata riunita ai suoi parenti in Bulawayo, la seconda più grande citta’ dello Zimbabwe, a 450 km da Harare. Seza Batoni e Grace Chamboko hanno deciso di tornare alle loro case a Epworth, uno dei più poveri sobborghi di Harare. Le attività sportive sono inoltre servite a migliorare il comportamento dei ragazzi e disincentivare l’utilizzo di alcool e altre sostanze dannose per la loro salute. Alcuni bambini che notoriamente avevano difficoltà di relazione e comportamento verso altri ora sono in grado di comunicare con gli staff della Casa del Sorriso e socializzare con altri bambini e ragazzi senza problemi. 

La disciplina e le regole che devono essere seguite nello sport migliorano la cooperazione tra i bambini che sviluppano senso di appartenenza al gruppo e migliorano la stima di sè stessi e il loro comportamento verso gli altri.

 

Costi sostenuti (in USD):

Uniformi da calcio (14), pallavolo (12) e netball (12) con stampa numeri 2,076.32 USD

Scarpe e calzetti (38 paia), palloni (6) 1,858.00 USD

Totale 3,934.32 USD

 

Harare, 23 giugno 2011




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Gentili amici del Comitato Venti9,

sono Duduzile Moyo, responsabile della Casa del Sorriso di Cesvi in Zimbabwe.

Innanzitutto vorrei ringraziarvi di cuore per il sostegno che avete scelto di dare a tutti questi ragazzi: per aver capito lo spirito del Cesvi contribuendo a creare un ambiente sereno ed equilibrato.

Vorrei anche trasmettervi i saluti e i ringraziamenti di tutti i ragazzi che frequentano la Casa e di tutto lo staff che lavora con me ! Lo farò raccontandovi le loro storie affinchè possiate capire quanto il vostro aiuto è stato importante.

La situazione qui ad Harare è ancora molto grave: le strade sono popolate da migliaia di bambini e ragazzi di strada e il quadro si è decisamente aggravato negli ultimi mesi perchè lo Zimbabwe e alle prese con una terribile epidemia di colera, che da agosto dello scorso anno ad oggi ha fatto registrare 96.000 casi 4.200 decessi

Noi lavoriamo per cercare di allontanare i ragazzi dalla strada, che oltre ad essere un ambiente estremamente pericoloso per questi ragazzi è anche uno dei principali luoghi di contagio.

Noi lavoriamo per la promozione dei diritti dei bambini di strada, promuovendo il loro sviluppo sociale, attraverso un lavoro di persuasione per convincerli ad abbandonare la vita di strada e a ricongiungersi con la famiglia.
Per via della drammatica situazione che sta attraversando il paese molte scuole hanno chiuso, privando i bambini dell'accesso all'istruzione, all'acqua, ai servizi di mensa scolastica, con un aumento delle malattie e dei tassi di mortalità.

Joshua è il supervisore della Casa del Sorriso di Harare e si occupa principalmente degli aspetti educativi e di provvedere alla formazione dei ragazzi che frequentano il nostro centro e che hanno abbandonato la scuola. "Dal lunedì al venerdì insegnamo matematica, storia, geografia, shona, ndebele, igiene e inglese. Sono tutte attività che riescono a coinvolgere i nostri ragazzi e far loro dimenticare per un po' i problemi quotidiani".

La Casa del Sorriso apre alle 8 e i bambini iniziano ad arrivare a piccoli gruppi. Poi si lavano e fanno colazione. Tentiamo di responsabilizzarli e di coinvolgerli nella gestione degli spazi comuni, insegnamo loro a non sprecare le cose che mettiamo a loro disposizione e a rendersi disponibili nella manutenzione della Casa stessa. Non è semplice questo processo educativo perchè non sono abituati a rispettare regole, turni e incarichi.

Dopo aver fatto colazione, si organizzano varie attività fra cui proiezioni di video e film educativi, focus group sulla prevenzione all'AIDS, drammatizzazioni, giochi di gruppo, educazione civica e molto altro ancora.

Alcune attività vengono organizzate dagli stessi ragazzi a favore di altri giovani di strada, è il caso di Andrew, diciassette anni e membro della squadra dei "peer educator". "Per fare questo servizio mi sono preparato seguendo alcuni laboratori di formazione qui alla Casa del Sorriso. Il mio compito, insieme ad un compagno che viene con me, è quello di andare nei luoghi più frequentati dai ragazzi di strada e di fare formazione sulle malattie e i contagi. Siamo ben accolti dai ragazzi e dalle ragazze che incontriamo: riusciamo a comunicare nel modo giusto, ci ascoltano e seguono i nostri consigli. Io so quanto brutta sia la vita lì fuori, ci sono passato anch'io ma ora, grazie alla Casa del Sorriso, sono tornato a vivere una vita degna di questo nome".

Joseph, invece, ha quindici anni. La sua famiglia viveva in campagna in una località chiamata Sanyati prima di spostarsi nella città di Mutare.

Ci racconta la sua storia: "Mio padre ha trovato lavoro come camionista in Mozambico ed è sparito, senza darci più notizie e aiuti economici. Io sono il capo della famiglia quindi nel 2003 ho deciso di lavorare in strada ma sono dovuto scappare a causa delle violenze di un ragazzo più grande. Ho deciso di tentare di migliorare la situazione economica della mia famiglia spostandomi ad Harare. Nel 2004 ho comprato un biglietto e ho preso da solo il treno con il cuore pieno di sogni e di speranze. Ora vendo tessere telefoniche nelle strade di Harare ma frequento spesso la Casa del Sorriso del Cesvi. Seguo il laboratorio di artigianato e mi fermo spesso a guardare i video che vengono trasmessi per aiutarci ad affrontare i problemi che viviamo quotidianamente".

Con questa lettera ho cercato di raccontarvi le sensazioni, le emozioni che viviamo assieme a questi ragazzi. E' stato come dipingere una tela bianca dai confini infiniti cercando di rappresentare tutto ciò che è possibile raccontare.

Sono le emozioni legate ai loro racconti che ci aiutano ad affrontare con coraggio e devozione il lavoro quotidiano qui ad Harare; sono i loro sguardi lucidi, le loro mani sciupate e i loro piedi sudici a farci conoscere il loro passato difficile e la loro voglia di voler costruire un futuro migliore.

Grazie di cuore perchè non ci fate sentire soli nella missione di ogni giorno.

Un caro saluto, da tutti noi

Duduzile Moyo e il suo staff 

Harare, settembre 2009 


 
 
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